Occhio Lucido.

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Il mio sguardo sulla realtà che vi circonda.

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  • The Batman

    Cat woman brava, ma poteva essere un personaggio non di Batman ma di qualunque action movie.

    Non è male il nuovo The Batman. Fa il lavoro che ci si aspetta da Batman: ci presenta una Gotham city oscura e in mano al crimine, combatte coi suoi incubi interiori e col crimine, se la fa con Cat Woman.

    Insomma un Batman ben riuscito alle prese con Pinguino (la mafia) e con The Riddler.

    Manca solo quel tantino in più che probabilmente avrebbe potuto renderlo un successo, invece questo è un film ponte che non solleverà grandi scalpori e che non rimarrà memorabile.

    Manca un po’ più di uso della tecnologia che in Batman c’è sempre. E forse la battaglia interiore del Waine che ha perso i genitori viene risolta un po’ troppo in fretta.

    Senza infamia e senza lode. Un film che rispecchia Robert Pattinson: un belloccio poco espressivo ma non male. Solo senza ciuffi di originalità. Bianchino di carnagione e un po’ pacco.

    Sul piano personale, invece, più vado al cinema più mi innervosisco. Avevo di fianco un ragazzotto che ha guardato Instagram tutto il tempo e mosso nervosamente il piede facendo ballare la fila. Che odio.

  • Nibbio

    Da qualche parte sugli Appennini, seconda guerra mondiale.

    Da qui, nel futuro incerto post pandemico che si affaccia su una forse guerra mondiale, mi viene da immedesimarmi nel passato.

    Non credo, ad oggi, che l’invasione Russa dell’Ucraina porti a un’invasione in Europa o in Italia. Ma il nostro Paese c’è passato. E so che sono pronto – qualora necessario – a combattere e morire. Non per patriotismo, anche se lo maschererei da tale, ma per affrontare l’inutilità della vita e trovarne una via d’uscita dignitosa. Morto in battaglia, difendendo la mia terra.

    Qui sono nato e ho conosciuto la vita. Ho studiato e vorrei edificarvi la mia casa. Chiunque si intrometta in questo piano merita una risposta combattiva.

    E allora gioco a immaginare il momento in cui verrò individuato, arrestato dal nemico. E mentre attendo di essere giustiziato dai soldati che mi stanno puntando i fucili d’assalto, che parlano un’altra lingua, penso che l’unico mio rimpianto è non aver avuto figli. Biologicamente inutile, il mio passaggio sulla terra.

    Eppure mi lasciò sparare contento. Del resto, son sempre vissuto solo per me stesso.

    Addio.

    E penso: forse la differenza fra noi e gli altri animali è che noi abbiamo il potere di immaginare? Chiedetelo al nibbio.

  • La contraerea

    Mandatory Credit: Photo by ALEXEI DRUZHININ

    L’attacco di Putin all’Ucraina lo stiamo affrontando, come al solito, in perfetto stile Occidentale che non conta niente. L’Europa e gli alleati hanno emesso una serie di sanzioni finanziarie per cercare di colpire Putin e la Russia.

    Ovviemente, Putin non lo scalfisci con le multe. E’ come quando vedi in centro a Milano quelle Lamborghini parcheggiate sul marciapiede con 30 euro di multa sul tergicristallo. Inutile. Anzi, rafforzi la spocchia del riccone.

    Ora, io ci vedo due e due sole possibilità: o Putin lo fermi per davvero, oppure lsci perdere.

    La seconda significa lasciare che Russi e Ucraini si scannino fra di loro, e comporta una serie di rischi per il futuro (che Vlad non si fermi lì). La prima invece è – ahinoi – forse l’unica strada decente percorribile. e si legge guerra.

    Odio le guerre e le immagini di questi giorni mi stanno facendo soffrie. Inoltre non ho intenzione di scendere nel dibattito su chi ha ragione e chi no in questo conflitto: le informazioni sono inquinatissime di propaganda. E non mi interessa granché fare il geopolitologo. Però il fatto chiaro è che c’è un invasore e un popolo pacifico che si trova invaso. No buono.

    La guerra significherebbe Guerra Mondiale, uno scenario che mi terrorizza. Però purtroppo siamo con le spalle al muro. Un’Europa attaccata deve rispondere.

    L’alterntiva è quella di continuare a lavarci la coscienza con sanzioni che o non gli faranno niente o quando inizieranno a fargli del male allora la sua reazione sarà violenta. E allora tanto valeva mandare i soldati fin da subito.

    Ricordiamoci anche che mentre ci laviamo la coscienza con le sanzioni il popolo ucraino muore.

  • Gravity please

    La ragazza con la valigia

    Una cosa che mi dà fastidio dei film è quando hanno le valigie ma evidentemente vuote.

  • Caol Milan

    Bella combinazione di verdi e legni

    Provo questo Caol Ila di Wilson and Morgan, imbottigliatore indipendente, di 10 anni. Una di 500 bottiglie, messa giù facile facile a 61 gradi e qualcosa.

    Naso: Caol Ila, cioè liquirizia e fumo di camino camino spento, molto tipico. Con un pelo di succo Zuegg di mela. Poi tanto alcol, troppo, quello rosa. Più avanti arriva un porridge un filo rancido (sì oh, comunque buono eh! Nel mondo del whisky nessuna parolaccia è detta per ferire).

    Palato: debbo premettere che non sono un grande palatino, ma piuttosto un nastro nasaio. E questo Caol Ila non mi vuole aiutare: troppo alcol lo tiene chiuso come un paguro nella conchiglia. Rigorissia, ma non si sente molto di più.

    Finale: qui, finalmente un macinato di gamberetti tipico di Islay spunta. Poi stick di rigorissia lasciato sulla bancarella di fianco al tubo di scappamento troppo a lungo. Finale di tinta bionda di Brahin Diaz (chi?) nel derby di coppa Italia del 1 Marzo 2022, 0 a 0. Al più tardi l’amarena plasticosa del cornetto all’amarena.

    Ammetto, un po’ deludente per un Caol Ila. Chiuso non fa passare la sporcizia che ci piace in questi whisky.

  • Bloccare la tiroide

    Bello da comprare

    Io, nel dubbio, qualche pacco di sale grosso iodato l’ho comparato.

  • Tre piani in monolayer

    Le fazze di chi guarda il film

    Tre Piani, il film di Nanni Moretti è un brutto cappello a una carriera niente male. Il film segue le vicende sconnesse di varie famiglie che – boh – vivono in uno stesso palazzo, forse. Senza però che il vivere in uno stesso palazzo abbia alcuna conseguenza sul film o sui suoi personaggi, a differenza di quanto il titolo voleva far sospettare.

    Le vicende sono sviluppate male. Con una profondità irrilevante e da bambino dell’asilo accadono moltissime cose, gravissime, brevemente. Ci passiamo sopra come una sciura dal parrucchiere salta fra le pagine del gossip e di cronaca nera scabrosa.
    Si sarebbe potuto prendere una di queste storie e farci un film, ma no, vengono accozzate insieme e raccolte a strascico dal malcapitato spettatore.

    Il padre che disconosce il figlio che ha investito e ucciso una donna da ubriaco. Il padre che teme che la figlia sia stata violentata da un vecchio e nel frattempo fa sesso con una minorenne vergine che poi lo denuncia e vanno a processo. La madre single che partorisce da sola ma poi scopre che il fratello del marito assente aveva litigato col marito perché la desiderava e da allora è stato allontanato ma anche sua madre vedeva le cose che non esistono e allora anche lei inizia a immaginarsi i corvi in casa. Ma che film è?

    Il filo rosso che unisce tutte queste storie è che in tutti i bivi del film, se le cose possono andare male, andranno peggio. Sempre fino a sfiorare quasi il comico a un certo livello.

    L’unica nota positiva è la scoperta puramente complottista del fatto che l’attore Adriano Giannini è il figlio segreto di Silvio Orlando.

    Peccato averlo chiamato Tre Piani, sarebbe stato più appropriato “Un Piano”, quello di profondità del film

  • Nate for survival

    Il personaggio negativissimo

    In Euphoria, Nate Jacobs è un personaggio negativissimo.

    Occorre però talvolta osservarne il tracciato e seguirne lo stile, nella vita. Quell’ultra-violenza che lo porta, a modo suo, ad affrontare al meglio le situazioni complesse della sua complessa esistenza. Armi, botte, l’altezza, la stazza. un modo passivo di navigare la vita, ma che lo porta a raggiungere spesso – fin’ora – gli obbiettivi.

    Il materialista assoluto, un po’ super uomo un po’ disperato.

    Calmo, appoggiato su uno zabaione di violenza da dentro.

  • Novakx

    Non è Djokovic, ma ci sono andato vicino

    Cosa spinge Novak Djokovic a rinunciare a giocare i più importanti tornei di tennis pur di evitare di farsi un vaccino anti COVID?

    Ad oggi milioni di persone l’hanno ricevuto senza grandi conseguenze negative: è un vaccino sano e che funziona.

    Al contrario, molti non vaccinati muoiono ancora (ok probabilmente non dei non vaccinati campioni mondiali di tennis, credo che Nole non avrà problemi su questo punto)

    Credo che ciò che lo spinge è un tentativo (ossessivo) di sentirsi importante davanti a una vita che non conta nulla, davanti all’ insostenibile leggerezza dell’essere. Si può essere anche famosi campioni, ma quella resta. E l’atteggiamento no vax, e più in generale l’atteggiamento complottista, ne è una risposta.

    Del tipo “voi non avete capito, ma io sì perché sono speciale”.

  • Hudson Whiskey NY

    Do the rye thing

    Premetto che questo è il mio primo Rye e io sono più tipo da scotch. Ma bisogna uscire dalla propria comfort zone se si vuole essere eroi. Di seguito la mia recensione. Scusate l’uso smodato delle metafore, ma ho dei pessimi maestri (i WhiskyFacile Boyz, maestri reverendissimi).

    Hudson Whiskey NY, “do the rye thing” straight rye whiskey. 750 mL, 46%alc/vol. Prezzo intorno ai $50. Imbottigliato a novembre 2020.

    Naso: subito entra con tanto legno, con aghi di pino freschi e resina. È poi legno laccato, di quello di bancone del bar, quei banconi in legno appiccicosi e impregnati che si trovano nei dive bar di New York. Si sente anche la Big Babol appiccicata sotto! Poi ricorda gli strumenti del pittore: sale il legno della tavolozza con sopra l’acidino delle vernici delle tempere. Tipo anche compensato e vinavil. Infine, la buccia d’arancia che, spremuta, schizza, proprio da cocktail (twist).

    Palato: il legno della credenza della nonna, quella con i ripiani ricoperti da quella carta da parati ingiallita; legno polveroso (“l’odore delle case dei vecchi”, suggerisce Jep). Un po’ anche il burro fuso che mettono sull’aragosta in certi posti. Un po’ alcolico e non proprio estremo come complessità, ma piacevole.

    Finish: gli aghi di pino e la resina che ti rimangono appiccicati al maglione se vai a camminare in montagna in una giornata umida di primavera. Poi nocciolato, anche un che di cioccolato alle nocciole. Sa di cereali, sembra il finish del Kinder Cereali (che dopo l’odore delle case dei vecchi e la fessa è ciò che mi piace di più veramente nella vita).

    Più avanti ancora un amarognolo di smog nel fondo della gola, da motore della barca. Spiacevole-piacevole.

    In generale a me è piaciuto abbastanza. Ha poco a che vedere con lo scotch, ma è altrettanto interessante.

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“Avvezzo a dietrologie intelligenti” (cit.)

 

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